Alla ricerca dei più bei laghi del Trentino Alto Adige

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Il Trentino-Alto Adige è una delle regioni d’Italia dove la natura è rimasta davvero al centro dell’attenzione.

Le sue splendide valli, i suoi ruscelli e le sue tante specie di animali caratterizzano questo territorio tanto apprezzato da italiani e stranieri che, ogni anno, si rifugiano tra le montagne del Trentino per ritrovare pace e serenità.

E niente riesce ad infondere più calma di un tour dei laghi e, senza dubbio, il Trentino-Alto-Adige è la terra degli specchi d’acqua. Sono ben 300, infatti, i laghi incastonati tra i monti e le vallate del Trentino, un elemento che contribuisce a dare a questa bellissima regione un’aura davvero magica; tra i più noti, troviamo senza dubbio il Lago di Garda, il più grande lago d’Italia.

Lago di Garda revisited I

Il Lago di Garda, foto di Edwin Van Buuringer

In Trentino, è possibile ammirare laghi di diverse dimensioni e profondità, tutti accomunati da un particolare che non può non saltare all’occhio di chi ha la fortuna di ammirarli : l’acqua cristallina.

Uno degli specchi d’acqua più particolari del Trentino-Alto-Adige è sicuramente il Lago di Tovel conosciuto anche con l’appellativo di “lago rosso”; si tratta del più grande lago naturale della Regione ed è uno dei gioielli naturali del bellissimo Parco dell’Adamello Brenta.

Il peculiare appellativo di questo lago è dovuto al fatto che, fino al 1960, le sue acque avevano una strana sfumatura rossastra dovuta alla presenza di una particolare varietà di alghe rosse che, durante il periodo estivo, colorava la superficie del lago.

Lago di Tovel

Lago di Tovel, foto di Stefano Parmesan

Nei dintorni di Trento, più precisamente in Valsugana, è possibile ammirare il lago di Caldonazzo e il lago di Levico, quet’ultimo un piccolo specchio d’acqua dove, da maggio a settembre, è anche possibile immergersi e indulgere in lunghe e rilassanti nuotate.

Lago di Caldonazzo - HDR

Il lago di Caldonazzo, foto di Mariano Tais

Da citare anche il caratteristico Lago di Molveno, un lago alpino di origine naturale il cui straordinario fascino ha incantato non solo un letterato del calibro di Fogazzaro, ma anche il Touring Club Italiano che, regolarmente, lo segnala nella propria guida.

Tramonto Lago di Molveno

Il lago di Molveno, foto di Claudio

Un altro vero e proprio “must-see” per tutti gli amanti dei laghi è il romanticissimo Lago di Carezza, uno specchio d’acqua circondato da abeti altissimi che gli abitanti del luogo chiamano “Lec de ergobando”, ovvero il “Lago dell’arcobaleno”, a causa di un’antica leggenda che vuole le sue acque abitate da streghe e gnomi del bosco.

Carezza Lake

Il Lago di Carezza, foto di Umberto Salvagnin

Il Lago di Braies, situato all’interno del parco naturale di Fanes – Sennes e Braies è un altro gioiello delle Dolomiti, punto di partenza dell’Alta Via n.1 (che da Braies porta a Belluno). Questo lago,  di origine franosa, è circondato da vette quali la Croda di Becco, è amato dagli escursionisti in quanto tutto il perimetro del lago è percorribile da un sentiero, piano e largo sulla costa occindentale, mentre, su quella orientale, è più ripido e stretto.

D’inverno la superfice del lago si ghiaccia, divenendo un luogo adatto per le le competizioni di curling.

Lago di Braies

Il Lago di Braies, foto di Trinchetto

Il Lago di Dobbiaco è anch’esso di orgine franosa, nato grazie alle numerose frane staccatesi dal monte Serla. Le frane, interrompendo il percorso del Rienza, hanno creato questo piccolo lago alpino la cui sponda è percorribile da un comodo sentiero. Nei pressi del lago è presente anche un campeggio.

Lago di Dobbiaco - Val Pusteria

Il Lago di Dobbiaco d’inverno. Foto di Federico

Vogliamo chiudere questa piccola rassegna con un lago particolare, la cui storia è piuttosto triste e travagliata: il Lago di Resia, il lago più grande del Trentino Alto Adige.

E’ un lago artificiale, nato dalla “fusione” di due laghi (di Resia e di Curon): la costruzione della grande diga nel 1950  ha sommerso interamente l’abitato di Curon Venosta  (ricostruito più a monte) e parzialmente quello di Resia. Decine di famiglie si trovarono costrette ad abbandonare le loro case e da molti la costruzione della diga venne vista come un gesto di “sfregio” da parte del governo italiano nei confronti dei sudtirolesi.

La cima del campanile di Curon che si erge dalle acque del lago (restaurata di recente) è il simbolo di questa storia.

Lago di Resia

Il Lago di Resia e il campanile di Curon. Foto di Daninho

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Desiree Pucci

Copywriter, traduttore & Social Media Manager