Itinerario veneto sulle tracce del Palladio

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A spasso per il Veneto seguendo le tappe salienti dell’opera del Palladio. Da Vicenza alla ville palladiane patrimonio dell’UNESCO, fino a Venezia dove il grande architetto portò un notevole contributo al rinnovamento urbano della città.

L’opera prima

Correva l’anno 1549 quando venne approvata la prima opera palladiana rilevante . Si trattava delle Logge del Palazzo della Regione o Basilica vicentina. Palladio progettò un sistema ingegnoso e allo stesso tempo estremamente decorativo per dare un aggiornamento architettonico importante alla Piazza dei Signori. Il risultato fu un doppio ordine di pilastri con semicolonne addossate, che non si può descrivere, va visto.

Le ville palladiane che lo resero celebre

Ma ciò che davvero lo rese famoso nel mondo furono le ville che egli costruì nella campagna veneta. Queste ville avevano alcune caratteristiche distintive:

  • pianta quadrata o rettangolare
  • presenza di uno o più loggiati (per poter godere sempre della natura circostante)
  • il salone circolare centrale rappresenta l’ambiente principale dell’edificio e attorno a esso si dispongono simmetricamente le scale e le altre stanze

Restando nei dintorni di Vicenza e troviamo un esempio perfetto di villa palladiana: la Villa Almerico-Caprea o, come viene più comunemente chiamata, La Rotonda, la quale possiede tutte le caratteristiche sopracitate.

La chiesa che doveva essere vista da lontano

Spostiamoci adesso nel capoluogo veneto, dove Palladio nel 1566 ricostruì la chiesa benedettina di San Giorgio Maggiore, sull’omonima isola veneziana affacciata sul bacino di San Marco.

Per la facciata – corrispondente alla sola navata centrale – l’architetto sceglie un ordine gigante, pensato per essere visto bene anche da lontano data la collocazione dell’edificio su un’isola, il quale  a sua volta si intreccia con un altro frontone retrostante.

La facciata che ricorda il Pantheon

Anche nella facciata della Chiesa del Redentore vediamo la sovrapposizione di due schemi templari. Ti basti sapere che viene a crearsi un tema che riprende quello del fonte del Pantheon, al quale rinvia anche la possente cupola.

Fammi sapere se dopo aver compiuto il tuo itinerario veneto, concorderai con Goethe nelle parole sul Palladio: «V’è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia esistenza.»

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About Author

Veronica Casini

Viaggiatrice per indole, sorridente dalla nascita, a caccia di avventura per necessità. Laureata in Media e Giornalismo, la mia missione è scoprire e condividere.