Anello delle malghe del Montasio da Sella Nevea

Altopiano del Montasio

Un itinerario ad anello con le ciaspe nei piani del Montasio.

Finalmente in zona gialla! Con mio fratello, Luca, si decide di fare una escursione in una delle località classiche del Friuli Venezia Giulia e delle Alpi Giulie: l’Altopiano del Montasio, area tanto amata dagli escursionisti sia d’estate che d’inverno.

E’ una zona che, nelle giornate di bel tempo, viene letteralmente presa d’assalto dagli escursionisti, sia quelli più “seri” che voglio affrontare le ferrate e i sentieri alpinistici del massiccio, sia dai “normali cittadini” che, arrivano fino ai piani con  il proprio automezzo, per passare la giornata distesi sui prati e godere del panorama circostante.

Ho iniziato a conoscere meglio questa zona grazie a gare di trailrunning come Estremamente Parco e la Montasio Ultra Trail (mi sembra si chiamasse così…) corse “qualche anno fa“… devo dire che grazie al trailrunning ho conosciuto veramente tanti sentieri e località che, altrimenti, difficilmente avrei visto.

La Val Raccolana, la Val Resia, il Canin, il Montasio, il Mangart… e poi tutta la zona del tarvisiano con la Val Saisera, il monte Lussari, i laghi di Fusine e il lago del Predil…. come non essere innamorati di queste zone, “dietro casa“? E poi, se ci aggiungiamo tutta la parte slovena delle Giulie? … speriamo che sto periodo “di costrizione” passi quanto prima…

Il Montasio, con i suoi 2.754 m, è la terza montagna del Friuli Venezia Giulia, dopo il Coglians e la Creta delle Chianevate: alle sue pendici si trovano i pascoli del Montasio, tanti amati dalle mucche dal cui latte, indovinate un pò, si ricava il formaggio Montasio. Durante il periodo invernale le mucche se ne stanno al caldo, da qualche parte in pianura….

Sveglia alle 5.00 e recupero del brother alle 6.00: in autostrada si chiacchera di bush-craft, escursionismo, prossime mete e argomenti attinenti… la voglia di far fatica nella neve sicuramente non manca! Passiamo Chiusaforte e risaliamo la Val Raccolana, fino a raggiungere Sella Nevea.

L’imbocco del sentiero: neve ne abbiamo!

Dopo anni finalmente la neve non manca: le piste di Sella Nevea sono imbiancate ma vista l’attuale situazione sanitaria dovuta al Covid e relativi DPCM, non è possibile ancora praticare lo sci da discesa  (ma lo sci da fondo si, per fortuna! :-). Speriamo che la situazione presto cambi e che, per chi vive di turismo, ci sia una boccata di ossigeno….

ciaspe

Le indispensabili ciaspe, prese da Sportler

Il meteo si sapeva che non sarebbe stato dei migliori: nuvole, foschia e, purtroppo, una fastidiosa pioggerellina ci accompagnerà durante tutto il tragitto di circa 14 km.

Parcheggiamo la mitica Dacia Duster (mitica perchè in poco più di un anno ho fatto 24.000 km…) nei pressi della caserma della Guardia di Finanza (m 1.1170) : non mettiamo subito le ciaspe, ma proseguiamo con scarponi ai piedi. Fa, purtroppo, caldo e la vista sul massiccio del Canin si fa desiderare. Ripenso ai bivaccamenti che avevo fatto, anni prima, in quota, sempre nei pressi del bivacco Marussich, a quota 2.040, nei pressi della Sella di Grubia: albe e tramonti spettacolari, con un aria gelida, nel silenzio più assoluto. Da rifare appena si può, magari per provare un bivaccamento, con la tenda, invernale…

Il sentiero (il 625) è ricoperto da uno spesso strato di neve: montiamo le caspe e proseguiamo, fino a raggiungere i Piani del Montasio: se d’estate qui è tutto verde con i pascoli frequentati da mucche e da un gran numero di escursionisti ora la quiete è assoluta: una fitta coltre bianca ricopre tutto e l’unico rumore è quello delle ciaspe che, a tratti con una certa fatica, solleviamo per farci strada nella neve fresca.

Le racchette da neve le ha acquistate Luca qualche giorno prima, da Sportler a Trieste: la chiusura degli impianti da sci e il bisogno di attività fisica ne hanno fatto un “bene molto ricercato”, tanto da renderle introvabili sia nei negozi fisici come Decathlon/Sportler che online. Senza di queste l’escursione, almeno nel suo tratto più avanzato dopo le malghe, sarebbe stata impossibile… e poi, volete mettere il divertimento di lanciarsi nelle discese, saltellando come matti? 🙂

La zona è stata interessata da varie slavine: una di queste, qualche settimana fa, aveva tagliato di netto la rotabile che da Chiusaforte porta a Sella Nevea. Nei pressi della malga Montasio risaliamo a destra, risalendo il sentiero fino a fare una breve pausa al riparo del vento.

Davide Zugna

“L’abominevole uomo delle nevi”

Seguendo in parte le tracce lasciate dagli scialpinisti andiamo in direzione delle malghe di Cregnedul, tanto amate da Luca. Da qui ci lanciamo giù per la pista da sci, saltellando con le ciaspe, fino a raggiungere la “spostapoveri” (cioè la Duster).

 

 

 

davide

Appassionato di viaggi, fotografo per professione, runner, velista... sono innamorato del nostro paese e delle sue bellezze, sia naturali che artistiche.