Friuli Gravel 2023: 330 km in autonomia, dal Collio alla laguna di Grado
La Friuli Gravel è un’avventura ciclistica non competitiva di circa 330 km con partenza e arrivo a Udine, organizzata da FVG Sport Adventures. Si fa in piena autonomia: qualche giorno prima ogni partecipante riceve la traccia GPX da caricare sul Garmin o sul telefono, e poi via, seguendo un percorso pensato per il gravel, con sterrati larghi, single track poco impegnativi e tratti d’asfalto, veloce e fattibile anche in mountain bike. Il giro passa per le colline del Collio, Gradisca d’Isonzo, San Martino del Carso, Monfalcone, Grado e la sua laguna, Aquileia, Palmanova, e poi risale il Tagliamento fino a Pinzano, San Daniele e Fagagna prima di tornare a Udine.
Qualcuno l’ha fatta tutta di fila, arrivando a Udine alle 4 del mattino. Noi partecipanti “normali” abbiamo dormito per strada: chi in hotel, chi in B&B, chi in tenda. Io con il bivy, materassino e sacco a pelo: mi piace viaggiare senza prenotare. Sono arrivato in coda, ma ci sarei arrivato anche senza il peso del bivacco.
Partenza da Udine e il Collio
Sveglia alle 6 nell’area camper di Udine, dove ho dormito, iscrizione in piazza Libertà e partenza. Si passa per Cividale e il Ponte del Diavolo, poi le salite tra i vigneti del Collio: un paesaggio stupendo, tra vigne e boschi, con la Slovenia davanti, la selva di Tarnova, la valle del Vipacco e la sagoma del monte Nanos. Al km 47 il primo imprevisto: cede la vite che regola l’inclinazione del sellino della mia Triban, e mi salva un altro partecipante con la brugola giusta. Da lì in poi pedalo appollaiato sulla punta del sellino.
Gradisca, il Carso e la Rocca di Monfalcone
Al km 61, tramezzino e avanti a 15 km/h di media verso Gradisca d’Isonzo, con le sue mura e il ponte sull’Isonzo. Poi la rampa al 9% verso San Martino del Carso, una zona che nella Prima guerra mondiale ha visto tantissime battaglie: forse il tratto tecnicamente più fastidioso, per il fondo e i single track carsici, tra Doberdò del Lago e lo scotano che in autunno diventa rosso. Dal centro visite, vista panoramica sulla pianura e sul mare; poi la Rocca di Monfalcone, una birra e un grande rifornimento d’acqua.
Verso Grado e la notte nei campi
Da Monfalcone si va in pianura sulla ciclabile, passando per il parco delle risorgive, Marina Julia, Terranova e Punta Sdobba, alla foce dell’Isonzo, gonfio d’acqua, con un po’ di bora. Il canale Primero e finalmente Grado, con la laguna a destra e il campanile sullo sfondo: dopo 150 km e 11 ore, la media è di 13,6 km/h, ma non mi interessa. Si attraversa il ponte di Grado verso Aquileia, su un argine che sarebbe un percorso cicloturistico bellissimo se tagliassero l’erba. Dopo il borgo di Strassoldo, alle 21:30, mi butto in una campagna e monto il bivy. Notte al freddo.
Il primo giorno: 182 km, 11 ore e 16 minuti in movimento, 1.304 metri di dislivello. Il secondo, verso il Tagliamento e il ritorno a Udine, è un’altra storia.
L’allenamento prima della Friuli Gravel: da Trieste a Grado e ritorno in gravel.
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