In MTB da Trieste al monte Cocusso (Kokoš), sul confine con la Slovenia
Mi sono iscritto al Veneto Trail di giugno, 500 km in mountain bike: è ora di iniziare ad allenarmi sul serio. Primo giro: da casa fino alla “vetta” del monte Cocusso (Kokoš in sloveno), una collina di 672 metri del Carso, a cavallo tra Italia e Slovenia, con la cima e il rifugio in Slovenia.
La ciclabile sopra la val Rosandra
Si parte sulla ciclabile della vecchia ferrovia, con i suoi ponti ad arcate e le gallerie (fino a qualche anno fa le luci erano sotto il piano di calpestio e non funzionavano mai; poi qualcuno ha capito che sopra è meglio). Dai ponti la vista è splendida: a sinistra il monte Stena con la chiesetta, sotto il torrente Rosandra e la riserva naturale della val Rosandra. Se non ci siete mai stati, venite: è un posto bellissimo. A Draga Sant’Elia c’è una fontana, utilissima per riempire le borracce.
Verso il Cocusso
Poco dopo si è in Slovenia, senza confini (avevo lasciato a casa la carta d’identità). Anche qui i lavori della ferrovia hanno sbancato tutto: un prato con un boschetto dove venivo sempre non c’è più. Si lascia la ciclabile, si sale su un tratto d’asfalto, si attraversa un piccolo abitato e poi la statale per Fiume (pericolosissima, attenzione), e si imbocca la strada forestale (in sloveno “gozdna cesta”) che sale con calma alla cima. È uno dei tratti più belli: tutto verde, alberi e una luce soffusa. In zona ci sono anche gli orsi.
In cima ci sono l’antenna, il rifugio con la bandiera (hanno aggiunto pannelli solari e un gazebo) e una bella vista sul Taiano, sulla Ciceria e sul Monte Maggiore, già in Croazia, dietro cui ci sono le isole. Scendendo si può andare verso Lokev o verso Lipica, con i suoi cavalli lipizzani e le grotte di San Canziano, possibili prossime mete.
La mia MTB e la discesa sotto la pioggia
La mountain bike è la mia Trek front, comprata sei anni fa e mai modificata, se non per una barra porta accessori sul manubrio, la luce e un supporto per la GoPro. In discesa, con calma (non sono un amante della discesa e non posso farmi male), passando per i tornanti e lo stagno, inizia a piovere: è il momento di testare il cappuccio della giacca low cost di Decathlon, che copre bene il casco e il collo. Vorrei provarla con un tempo ancora peggiore: se al Veneto Trail ti becchi una giornata di pioggia e freddo in montagna, servono le cose giuste. Si rientra da Basovizza, con la chiesetta e la vista sui quartieri di Trieste.
Il giorno dopo: in MTB sul monte Taiano.
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