Trekking

L’Orrido dello Slizza a Tarvisio e il ritorno in camper dal passo del Predil

14 Aprile 2025 · 3 min di lettura · con video

Ultima giornata di tre giorni “in libertà” con il camper nelle Alpi Giulie, tra Sella Nevea e il lago del Predil. Oggi tocca all’Orrido dello Slizza: “orrido” di nome, ma in realtà un posto bellissimo, e incredibilmente vicino a una zona quasi industriale, tra la ferrovia e l’autostrada.

Dove si parcheggia

L’orrido è nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Tarvisio Boscoverde, dove c’è un piccolo parcheggio. Da lì passa anche la ciclabile Alpe Adria, che arriva fino a Udine e poi al mare: l’ho fatta qualche anno fa con un anello partito da Kranjska Gora e tornato a Trieste dopo tre giorni. D’estate è super frequentata, soprattutto da austriaci. Si seguono le indicazioni per l’area natura con il monumento napoleonico e poi per l’orrido.

L’anello dell’orrido

Il percorso è circolare, di circa un’ora (il cartello dice 1,35 km e un’ora e mezza), facile ma con saliscendi e tanti scalini: Ciak, abituato, non mi ha odiato troppo. Si scende fino al fondo della gola, dove scorre lo Slizza, limpido e gelido, e poi si prosegue su passerelle sospese con cavi d’acciaio sopra il torrente: veramente spettacolare. C’è anche un passaggio in una specie di caverna scavata nella roccia, proprio sotto il ponte della ciclabile, che una volta era un ponte ferroviario. Si risale fino alla ciclabile e si torna al parcheggio passando sul ponte, con l’orrido da una parte e l’autostrada dall’altra.

Notte ai laghi di Fusine

Per la notte salgo ai laghi di Fusine, al lago superiore, dove c’è un parcheggio “per camper” (chiamarlo così è eccessivo): il cartello dice 5 euro per le auto e 15 per i camper, dalle 8 alle 7 del giorno dopo, ma fuori stagione non c’è nessuno. Il posto è splendido: dal lago superiore partono molti sentieri, il più frequentato porta al rifugio Zacchi in un’ora e mezza. Io mi accontento di girovagare tra i pascoli dell’alpe del lago, con le Ponze sullo sfondo. Unico dubbio: hanno tagliato da poco parecchi alberi e spero non diventi l’ennesimo parcheggio, perché in posti così l’accesso dei mezzi va limitato.

Il ritorno dal passo del Predil, passando per la Slovenia

Al mattino, invece della comoda autostrada, torno a Trieste per la Slovenia: lago del Predil, Cave del Predil e il passo del Predil (1.156 m), dove una volta c’era il confine. Si scende nel parco nazionale del Triglav, con pendenze del 12% e, quel giorno, una nevicata. Poi Strmec, Bovec (Plezzo), Kobarid (Caporetto) e la valle dell’Isonzo, piena di pescatori, fino a Solkan e Gorizia. Un giro lunghissimo che non so se rifarei, ma spettacolare, e in un’altra stagione merita di sicuro. In Slovenia, attenzione: per i camper le soste sono poche.

Gli altri giorni di questo giro: il Fontanone di Goriuda, i Piani del Montasio da Sella Nevea e il lago del Predil.

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