Lavori al camper

Camper infiltrato: come ho rifatto pavimento e pareti con travetti e vetroresina

15 Gennaio 2024 · 2 min di lettura · con video

Secondo capitolo della ristrutturazione del mio camper infiltratissimo. L’acqua, entrata da un oblò ai tempi del precedente proprietario, aveva fatto danni sulla mansarda, sulla paretina e sul pavimento dietro la parete della cabina di guida. Dopo aver rimosso i travetti e tutte le parti marce, è il momento di ricostruire.

Avvertenza: non sono un falegname, sono un fotografo con tanti hobby. Quello che faccio si può fare meglio: prendetelo come esperienza, non come istruzioni.

I passaggi

  1. Impregnante scuro e molto coprente su tutti i travetti di rinforzo preparati nei giorni prima e su tutte le parti in cui il legno era rovinato, sulla parete e sulla mansarda.
  2. Una tavola di compensato marino come nuovo fondo, il primo strato partendo da terra.
  3. Travetti d’abete ben impregnati al posto di quelli marci, fissati al telaio metallico del camper con delle bandelle, riusando i fori precedenti, e avvitati al legno sano.
  4. Poliuretano espanso negli angoli della cabina e della mansarda, per riempire e isolare; l’angolo più rovinato rinforzato con una tavola avvitata e incollata.
  5. Uno strato di vetroresina sul pavimento: forse non serviva, ma vengo dalla nautica e la vetroresina mi piace (la amo e la odio).
  6. Un piano in MDF incollato con il poliuretano sopra la vetroresina.
  7. Tutto il pavimento del camper rivestito con dei prefiniti che avevo già.

Consigli sulla vetroresina

  • Pulire bene, stendere una prima mano di resina con il catalizzatore e posare il tessuto (il mat) umido su umido, poi altra resina sopra. Se si posa il tessuto asciutto e si mette la resina dopo, si delamina.
  • Usare due grammature: una leggera come base e una più intrecciata e resistente per gli angoli.
  • Vestirsi bene, con una tuta usa e getta: la resina sui peli si toglie solo… a sangue.
  • Portarsi le forbici: tagliare il tessuto con un coltello è un’impresa.
  • Dopo, stuccare e carteggiare per avere una superficie liscia prima della finitura.

E le finiture?

Una volta liscio, le pareti si possono rivestire in mille modi: carta da parati, pannelli di legno sottile, PVC, listelli, vernice, perfino tessuto. Il problema è che la scelta è infinita. E poi andranno rifatti i cuscinoni della mansarda (contro cui ho sbattuto la testa non so quante volte), da buttare. Nel frattempo, tra una giornata di lavoro e l’altra, ho fatto un giro con Gremo 1 tra Piacenza, Pavia e Cremona, tornando con una puntura d’ape sulla mano: niente di grave, per fortuna.

Prima di tutto questo c’era stato lo smontaggio delle parti marce e della tappezzeria ammuffita; dopo, le pareti con la carta da parati e la tenda termica.

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