Camper infiltrato: come ho rifatto pavimento e pareti con travetti e vetroresina
Secondo capitolo della ristrutturazione del mio camper infiltratissimo. L’acqua, entrata da un oblò ai tempi del precedente proprietario, aveva fatto danni sulla mansarda, sulla paretina e sul pavimento dietro la parete della cabina di guida. Dopo aver rimosso i travetti e tutte le parti marce, è il momento di ricostruire.
Avvertenza: non sono un falegname, sono un fotografo con tanti hobby. Quello che faccio si può fare meglio: prendetelo come esperienza, non come istruzioni.
I passaggi
- Impregnante scuro e molto coprente su tutti i travetti di rinforzo preparati nei giorni prima e su tutte le parti in cui il legno era rovinato, sulla parete e sulla mansarda.
- Una tavola di compensato marino come nuovo fondo, il primo strato partendo da terra.
- Travetti d’abete ben impregnati al posto di quelli marci, fissati al telaio metallico del camper con delle bandelle, riusando i fori precedenti, e avvitati al legno sano.
- Poliuretano espanso negli angoli della cabina e della mansarda, per riempire e isolare; l’angolo più rovinato rinforzato con una tavola avvitata e incollata.
- Uno strato di vetroresina sul pavimento: forse non serviva, ma vengo dalla nautica e la vetroresina mi piace (la amo e la odio).
- Un piano in MDF incollato con il poliuretano sopra la vetroresina.
- Tutto il pavimento del camper rivestito con dei prefiniti che avevo già.
Consigli sulla vetroresina
- Pulire bene, stendere una prima mano di resina con il catalizzatore e posare il tessuto (il mat) umido su umido, poi altra resina sopra. Se si posa il tessuto asciutto e si mette la resina dopo, si delamina.
- Usare due grammature: una leggera come base e una più intrecciata e resistente per gli angoli.
- Vestirsi bene, con una tuta usa e getta: la resina sui peli si toglie solo… a sangue.
- Portarsi le forbici: tagliare il tessuto con un coltello è un’impresa.
- Dopo, stuccare e carteggiare per avere una superficie liscia prima della finitura.
E le finiture?
Una volta liscio, le pareti si possono rivestire in mille modi: carta da parati, pannelli di legno sottile, PVC, listelli, vernice, perfino tessuto. Il problema è che la scelta è infinita. E poi andranno rifatti i cuscinoni della mansarda (contro cui ho sbattuto la testa non so quante volte), da buttare. Nel frattempo, tra una giornata di lavoro e l’altra, ho fatto un giro con Gremo 1 tra Piacenza, Pavia e Cremona, tornando con una puntura d’ape sulla mano: niente di grave, per fortuna.
Prima di tutto questo c’era stato lo smontaggio delle parti marce e della tappezzeria ammuffita; dopo, le pareti con la carta da parati e la tenda termica.
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