Lavori al camper

Perché odio il frigo trivalente del camper: 8 + 1 motivi per passare al 12 V a compressore

8 Luglio 2025 · 4 min di lettura · con video

Sia su Gremo 1, il Fiat Ducato che avevo prima, sia su Gremo 2, il camper attuale, ho avuto un frigo trivalente: 12 V, 220 V e gas. E in quattro anni da camperista non sono mai riuscito a farmelo piacere. Ho provato di tutto: metterlo perfettamente in piano, montare le ventole di estrazione sulle griglie esterne, fare le manutenzioni… niente da fare. Così, a pochi giorni dalla partenza per la Norvegia, ho deciso: il trivalente se ne va e al suo posto arriva un frigo a compressore a 12 V.

Premessa: se tu con il tuo trivalente ti trovi benissimo, va bene così. Ma dimmi anche in che condizioni lo usi: a 220 V in campeggio, all’ombra e con 20 gradi è facile. In un’area di sosta in pieno sole con 30 gradi, ne riparliamo.

1. D’estate non raffredda

Il frigo trivalente funziona ad assorbimento: un serbatoio con acqua e ammoniaca viene scaldato dal bruciatore a gas o da una resistenza (12 V o 220 V), il liquido evapora, percorre la serpentina e sottrae calore all’interno del frigo. Detto in modo semplice, perché non sono un tecnico dei frigo. Il limite è che riesce a mantenere solo una certa differenza rispetto alla temperatura esterna, circa 20-25 gradi: con 30 gradi fuori si arriva a 5-10, con 40 gradi (e la parete con le griglie esposta al sole li raggiunge facilmente) dentro ce ne sono 20. E il frigo serve proprio d’estate: d’inverno non lo accendo nemmeno.

2. Consuma gas

Chi viaggia soprattutto tra campeggi e aree attrezzate si attacca alla colonnina e il problema non se lo pone (anche se a 220 V i limiti restano). Io faccio quasi sempre sosta libera, e su un viaggio di un mese il frigo a gas diventa un consumo in più. Il gas serve anche per cucinare e per il riscaldamento: è una risorsa preziosa, e cambiare le bombole lo odio quasi quanto il trivalente.

3. È lentissimo a raffreddare

Con il trivalente si vive di trucchi: accenderlo il giorno prima della partenza, a 220 V se si ha una presa o a gas, e riempirlo di bottiglie d’acqua congelate. Io il camper lo tengo in un parcheggio in zona industriale e lasciarlo lì con il bruciatore acceso non mi è mai piaciuto: una fiamma libera, anche piccola, è sempre una fiamma libera. Un frigo a compressore raffredda subito.

4. A 12 V è quasi inutile

A 12 V il trivalente funziona solo a motore acceso, per non scaricare la batteria dei servizi, e la resistenza a 12 V rende molto meno di quella a 220 V. In pratica mantiene, non raffredda: meglio che niente, ma poco di più.

5. Odia le pendenze

All’inizio non capivo perché tanti camperisti fossero fissati con la bolla: dormo bene lo stesso, pensavo. Poi ho scoperto il perché: il trivalente, per come è fatto, lavora male se il camper non è in piano. E quando arrivi la sera tardi, stanco, magari da solo e sotto la pioggia, di tirare fuori i cunei non hai nessuna voglia. Se già raffredda poco, parcheggiato storto in montagna raffredda ancora meno.

6. In viaggio niente gas

Durante la marcia, per sicurezza, il trivalente non va usato a gas: la fiammella del bruciatore si può spegnere con il movimento, e in viaggio la bombola va chiusa. Resta solo il 12 V, con i limiti del punto 4. Per la cronaca, da poco ho montato una bombola in vetroresina: pesa meno e permette di vedere il livello del gas.

7. È potenzialmente pericoloso

C’è un bruciatore con una fiamma: se qualcosa ci finisce sopra può prendere fuoco tutto. Non è un’ipotesi teorica, è già successo.

8. Va tenuto in manutenzione

Proprio per la sicurezza, ogni anno il trivalente andrebbe controllato: pulizia di bruciatore e camino, verifica delle ventole se le avete montate. Sono soldi e tempo, se lo fate da soli. Un frigo a compressore non chiede niente del genere.

Il motivo bonus: non si capisce se funziona

Sembra una sciocchezza, ma è la cosa che mi fa più ridere (si fa per dire). Giri la manopola, accendi e… boh. Sbirci dallo spioncino, metti la mano sul camino per sentire se scalda, ti affidi ai termometri a sonda dentro il frigo. E poi si ricomincia: 220 V in campeggio, 12 V in viaggio, di nuovo gas in sosta libera. Viaggiare deve essere un piacere, e semplice.

L’alternativa: compressore a 12 V

Il mio impianto è economico: una batteria al litio da 100 Ah, pagata circa 250 euro un paio di anni fa, e due pannelli solari per circa 300 W. Da un anno uso anche un frigo-congelatore portatile Alpicool a 12 V, che l’estate scorsa in Abruzzo ha fatto il lavoro vero, mentre il trivalente era ridotto a dispensa. Per questo ho ordinato un frigo a compressore a 12 V, circa 550 euro, che prende il posto del trivalente.

Se non volete smontare il trivalente, un frigo o congelatore portatile a compressore è già un’ottima soluzione, a patto di avere un impianto elettrico adeguato: pannelli, regolatore MPPT e batterie al litio oggi costano molto meno di qualche anno fa. Quello che non capisco è perché su camper nuovi da 80.000 euro si montino ancora i trivalenti.

Come è andata la sostituzione lo racconto nel video sul nuovo frigo a compressore 12 V; per l’impianto, c’è quello sul passaggio graduale da AGM a litio.

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