Camper

Capo Nord in camper, capitolo 1: da Trieste alla Svezia

11 Febbraio 2026 · 4 min di lettura · con video

Agosto 2025: finalmente si parte per Capo Nord. Il mezzo è Gremo 2, il mio Elnag Doral del 1999, un camper che definire “vissuto” è un complimento… ma che alla fine ci ha portato fino in cima all’Europa e ritorno, 9.000 km senza un problema serio. Al momento della partenza il contachilometri segna 157.628 km, a bordo c’è anche Ciak e, per scaramanzia, indosso la maglietta comprata anni fa a Finisterre, quando ci ero arrivato in moto.

Questo è il primo capitolo del viaggio: la lunga tratta di avvicinamento da Trieste fino al cuore della Svezia, attraversando Austria, Germania e Danimarca in quattro giorni.

Giorno 1: Austria, Germania e il tramonto sul Chiemsee

Vignetta elettronica austriaca già comprata online, si parte e si macinano chilometri: i tunnel dei Tauri, Monaco, il traffico tedesco. Una nota sugli autogrill austriaci: cari esattamente come quelli italiani. Prima di sera mi concedo una breve sosta sul lago Chiemsee, in Baviera, dove c’è un parcheggio lungo l’autostrada che si affaccia sul lago: il tramonto da lì vale la deviazione. Poi ancora un’ora e mezza di guida, un altro centinaio di chilometri, e prima notte in un parcheggio vicino a Monaco.

Giorno 2: 850 km fino a Rostock

Il secondo giorno è quello delle “tirate” vere: obiettivo arrivare il più a nord possibile, verso Rostock, perché ho una voglia matta di sentire il profumo del Baltico. Le autostrade tedesche sono davvero gratuite, ma attenzione al gasolio: in autostrada l’ho visto a 2 euro al litro, mentre uscendo a pochi chilometri l’ho pagato 1,639 €/l. Un’app per confrontare i prezzi dei carburanti, in questo viaggio, ripaga in fretta.

Tappa obbligata al LIDL, che in Germania ci sta sempre, e la sera arrivo al porto di Rostock dopo 850 km di guida. Faccio un giro di ricognizione per capire dove si fa il check-in, così la mattina dopo non perdo tempo.

Giorno 3: traghetto per la Danimarca e sbarco in Svezia

Sveglia all’alba: alle 5 siamo già al check-in di Scandlines per il traghetto Rostock-Gedser. Il biglietto l’ho fatto online la sera prima: 180 euro per il camper. Si poteva fare il check-in fino a un quarto d’ora prima della partenza, ma con la stanchezza degli 850 km del giorno prima preferisco essere lì presto, con un caffè in mano, mentre fuori si sente già il freddo del nord.

L’alba sul Baltico dal ponte del traghetto mi ha riportato indietro di parecchi anni, a quando ci ero arrivato con la mia Transalp del 1989, fino alla costa polacca. Sbarcati a Gedser, invece di puntare subito a nord facciamo una deviazione verso Gedser Odde, il punto più a sud della Danimarca: un posto bellissimo e ventoso (sembrava di essere a Trieste con la bora). Un po’ triste solo il centro visite, praticamente abbandonato. La Danimarca la attraversiamo velocemente, passando per i suoi ponti spettacolari come quello di Farø: ci fermeremo con calma al ritorno.

Nel pomeriggio, l’ultimo tratto di mare e lo sbarco a Helsingborg: siamo in Svezia, inizia il viaggio “vero” nelle terre del nord. Alla dogana mi fanno passare dalla corsia di chi viaggia con animali, controllo veloce e via. Primo pieno svedese a 16,14 corone al litro, poi la prima notte svedese in un posticino tranquillo sul lago Lagan, a Klintabadet.

Giorno 4: Cliff Burton, Store Mosse e il lago Vättern

Si riparte verso Stoccolma tra boschi infiniti: alberi, alberi e ancora alberi, con la speranza di vedere un alce (ma non sul parabrezza). Lungo la strada due soste che consiglio:

  • il memoriale di Cliff Burton, il bassista dei Metallica morto proprio qui nel 1986 nell’incidente del pullman della band durante il tour svedese. Per chi è cresciuto con Master of Puppets è una tappa quasi obbligata;
  • il parco nazionale di Store Mosse, la “grande torbiera”: un ecosistema particolarissimo, ricco di biodiversità, con un centro visite davvero ben fatto.

Dopo Jönköping, la cosa che mi ha colpito di più del paesaggio svedese: i laghi, immensi. Il Vättern è il secondo lago della Svezia e misura quasi 1.900 km², cinque volte il lago di Garda. Percorrendo una strada sterrata si arriva a un parcheggio “wild” proprio davanti all’acqua, nella riserva di Stora Lund, con tanto di cartello per i camper e bagni: si stappa un prosecco, che ci sta sempre, e ci si gode la vista “mare”.

Il viaggio continua nel capitolo 2, fino al Circolo Polare Artico. Se ti interessa come ho preparato il camper prima di partire, c’è anche il video sui lavori fatti per arrivare a Capo Nord.

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